La febbre

Hippocrates

La febbre è il sintomo generale più frequente e importante di malattia acuta. Ma oltre ad essere un sintomo rappresenta un fenomenoo di una certa rilevanza nei processi fisio-patologici della reazione immunitaria.  L’atteggiamento medico più diffuso in caso di febbre di qualsiasi origine è quello di intervenire con la soppressione farmacologica utilizzando un antipiretico, un antinfiammatorio e perfino il cortisone nei casi più refrattari. La rapida rimozione del fenomeno febbre in un certo senso ci fa sentire più tranquilli! Ma è questo l’approccio più giusto e proficuo per la salute del paziente? La febbre è un sintomo non la malattia, e sopprimerla non incide affatto sull’economia della guarigione anzi…!

La febbre è indotta nel corso della risposta infiammatoria in seguito a stimoli estranei all’organismo come tossine, proteine estranee e agenti infettivi. In particolare alcune molecole dette pirogeni esogeni rilasciati dagli agenti infettivi nel corso di infezioni come ad esempio il liposaccaride endotossico dei batteri Gram neg le tossine degli Stafilococchi aurei e altre sostanze liberate in caso d’infezione virale, e pirogeni endogeni rilasciati dai tessuti durante la necrosi cellulare come elementi della cromatina, ATP, ADP e frammenti di membrana plasmatica. Queste molecole determinano il rilascio di alcune citochine (IL-1, IL-6, IFN-γ, TNF-α) che a loro volta stimolano la secrezione di prostaglandine E2, principale molecola in grado di agire sul centro termoregolatore ipotalamico determinando l’insorgenza della febbre.

Da un punto di vista fisiopatologico la febbre, come dimostrato da diversi studi di carattere scientifico e clinico, rappresenta il primo e più potente meccanismo di difesa dell’organismo dalle infezioni! Sono stati ipotizzati 4 possibili meccanismi con cui la febbre potrebbe conferire protezione in corso di infezione batterica, virale o di altra origine: (1) eliminazione o inibizione diretta degli agenti patogeni; (2) induzione delle proteine citoprotettive dello shock termico (Hsps) nelle cellule ospiti; (3) induzione dell’espressione delle Hsps delle cellule patogene che attivano le difese immunitarie dell’ospite; e (4) programmazione delle difese immunitarie dell’ospite. Due di questi meccanismi coinvolgono direttamente la risposta di shock termico. Ricordiamo che il fattore di shock termico 1, potenziatore trascrizionale dominante indotto dal calore, non solo attiva la trascrizione di HSP, ma regola anche l’espressione delle citochine fondamentali e dei geni coinvolti nella risposta immune precoce.

Inoltre è stato confermato da validi studi scientifici che sopprimendo la febbre con paracetamolo, acido acetil-salicilico, antinfiammatori o cortisonici, i virus causa della malattia proliferano più abbondantemente e la malattia risulta più lunga e più facilmente va incontro a complicazioni anche gravissime…. Inoltre questo trattamento farmacologico è correlato a una maggiore diffusione del virus all’interno della famiglia e della società con aumento della morbilità e mortalità generale. (In parole povere chi usa gli antipiretici per abbassare la febbre sarebbe un pericolo pubblico!). Uno studio prospettico eseguito in Nuova Guinea su 748 bambini con malnutrizione e polmonite ha dimostrato che la mortalità è più bassa nei bambini febbrili rispetto a quelli senza febbre.

Anche la Società Pediatrica Italiana in una linea guida pubblicata nel 2009 raccomanda di evitare la soppressione della febbre con antipiretici e antinfiammatori in ogni caso di rialzo termico, riservando questo intervento farmacologico esclusivamente in casi di accertate condizioni di rischio “disidratazione” e in pratica in bambini piccoli con febbre molto elevata e di lunga durata che bevono poco durante la malattia è non assumono alimenti ricchi di sali minerali o integratori di elettroliti.

Ricordiamo che l’uso del paracetamolo può essere un fattore scatenante di crisi asmatiche e allergiche a causa della deplezione di glutatione provocata da questo farmaco, sostanza endogena ad effetto broncodilatatore. Ed è stato dimostrato che il suo uso non è affatto in grado di impedire le convulsioni febbrili anzi ci sono alcuni sospetti di ordine scientifico che gli antipiretici potrebbero perfino favorire le convulsioni in quanto inibitori di talune categorie di prostaglandine che avrebbero un ruolo protettivo nei confronti delle convulsioni. Inoltre è stato osservato un effetto protettivo nei confronti dei danni cognitivi a lungo termine in caso di malaria cerebrale. Infine è stato dimostrato che la febbre è un fattore protettivo verso lo sviluppo delle allergie contribuendo nei primi anni di vita ad orientare la risposta immunologica in senso Th1 (reazione verso i microbi) riducendo la comparsa di allergie negli anni successivi.

In conclusione queste informazioni ci spingono ad avere un atteggiamento più rilassato nei confronti del fenomeno febbrile che dobbiamo considerare un alleato nell’economia della guarigione! È esperienza quotidiana che in caso di malattia febbrile come l’influenza, i bambini e gli adulti trattati con farmaci omeopatici  presentano un decorso della malattia con sintomatologia più leggera e guariscono prima! Quindi niente paura, come dicevano i nostri nonni la febbre fa crescere i bambini! Vigiliamo su una buona idratazione e remineralizzazione, utilizziamo dei validi rimedi omeopatici e la malattia sarà più leggera e passerà prima del previsto!

Febbre e omeopatia

Come abbiamo detto la febbre è un sintomo o meglio un fenomeno fisio-patologico, che ha una precisa funzione nel processo di guarigione, nel corso di una malattia generalmente di carattere infettivo. Quindi prima di definire un intervento omeopatico, chiediamoci: qual’è la malattia che la provoca? Perché non è la febbre che bisogna combattere, ma la malattia che l’ha provocata! Questo è anche un principio fondamentale di terapia omeopatica cioè la causalità. Se conosciamo la malattia cioè formuliamo una diagnosi o meglio ancora l’eziologia cioè la causa della malattia, nel caso di un’infezione l’agente infettivo, virus, batterio ecc. alla base della malattia, possiamo individuare il rimedio specifico.

Per questo motivo è molto importante la visita (esame obiettivo), e la raccolta di una buona anamnesi in cui siano valutati tutti i sintomi, il più possibile dettagliati per avere la possibilità di formulare la diagnosi o almeno un’ipotesi diagnostica e impostare la terapia.

Osserviamo e ascoltiamo attentamente il paziente: ci sono sintomi respiratori, gastro-intestinali, o altro? Se si quali sono questi sintomi? E quali ne sono i caratteri? E’ necessario richiedere indagini cliniche per chiarire la diagnosi?

A volte la febbre potrebbe essere il sintomo emergente e prevalente. La febbre presenta generalmente tre fasi: il brivido, la fase di elevazione termica, con grande freddo; il calore che rappresenta la fase di ipertermia vera e propria e il sudore nella quale si manifesta la defervescenza, ma accanto a queste manifestazioni ci possono essere altri segni e sintomi concomitanti e generali sistemici, che vanno rilevati e valutati attentamente:

  • Entità della febbre: febbricola, febbre graduale, febbre elevata
  • Brivido/calore
  • Secchezza/umore della pelle e delle mucose: sudorazione, lacrimazione, muchi ecc
  • Sete
  • Pallore/iperemia del volto
  • Cefalea
  • Dilatazione delle pupille
  • Frequenza e ritmo cardiaco
  • Inappetenza/fame
  • Nausea e vomito
  • Malessere generale, astenia, debolezza
  • Stato d’animo: agitazione/Abbattimento, stordimento, confusione mentale, panico, delirio
  • Dolori muscolo-scheletrici
  • Convulsioni febbrili (anche nell’anamnesi)

Tenendo sempre presente l’importanza della diagnosi, e del quadro clinico generale, i principali rimedi indicati in base ai segni e sintomi relativi alla febbre sono:

Bryonia

  • Febbre graduale
  • Brividi
  • Lacrimazione ed iperemia del volto (in alternanza anche pallore)
  • Sete
  • Cefalea
  • Abbattimento
  • Malessere generale
  • Inappetenza, nausea e vomito
  • Dolori muscolo-scheletrici
  • Tutti i sintomi migliorano a riposo

Aconitum

  • Febbre elevata
  • Brividi con fronte e lobi delle orecchie bollenti
  • Pallore
  • Tachicardia
  • Secchezza
  • Sete
  • Midriasi
  • Agitazione e panico

Belladonna

  • Calore specialmente al volto che si presenta iperemico (arrossato)
  • Secchezza della cute e delle mucose
  • Sete e appetito
  • Midriasi
  • Agitazione, confusione mentale e deliri
  • Agitazione, confusione mentale e deliri
  • Convulsioni febbrili

Hepar sulfur

  • Brividi prima della febbre
  • Sudorazione sopratutto notturna)
  • Sogni paurosi (Panico notturno)
  • I dolori peggiorano di notte col freddo umido e quando la febbre si abbassa

Arsenicum album

  • Brividi, calore e sudorazione
  • Pallore
  • Astenia marcata
  • Ansia
  • Bruciori (agli occhi, alla gola, sulla pelle, nel corpo ecc.)
  • Inappetenza, nausea e vomito
  • Dolori muscolo-scheletrici
  • Tutti i sintomi migliorano a riposo

China

  • Febbre elevata
  • Brividi per tutto il corpo, senza freddo esterno
  • Palpitazioni per tachiaritmie
  • Sete
  • Iperemia e calore al volto e arti freddi
  • Sudore freddo alla fronte
  • Gran sete e appetito vorace (la sete appare solo dopo il brivido, immediatamente prima del calore)
  • Cefalea che si estende alle orbite
  • Debolezza, astenia e stordimento
  • Cnfusione ansia e depressione
  • Capogiri, acufeni, ipoacusia e a volte fotofobia
  • Perdita della coscienza e collasso
  • Spasmi muscolari, dolore di stiratura unito a debolezza o tremore delle estremità, i dolori sono aggravati non solo dal movimento, ma soprattutto dal toccare le parti per arrivare a una intensità spaventosa.

Phosphorus

  • Febbre breve, continua, che termina in tre settimane
  • Oscillazioni termiche di durata maggiore (talora 8-10 settimane)
  • Brividi, non solo nel periodo iniziale, ma anche successivamente
  • Irrequietezza interna, con tremore generalizzato
  • Abbattimento, apprensione, confusione e contrarietà per le minime cose.
  • Capogiri
  • Astenia e debolezza fisica e mentale con sonnolenza, migliora a riposo ma ricomincia appena si alza e si muove.
  • Cefalea premente e bruciante alla fronte sopra gli occhi e irradiata agli
  • Palpitazioni e polso irregolare
  • Viso abbattuto e pallore al volto, gli occhi sono infossati, con cerchi blu.
  • Flusso di sangue alla testa con arrossamento e calore al volto, con lieve sudorazione alla fronte.
  • Inapetenza con prostrazione e denutrimento.

Referenze

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