Infezioni, patologia cronica e specificità omeopatica: omeopatia & EBM

 Dr Angelo Micozzi

 Abstract. Le cosiddette prove di efficacia di un farmaco omeopatico si sono da sempre omeopaticimisurate con la necessità di individuare metodologie di studio peculiari, implicite nel criterio di similitudine, ma per questo non del tutto aderenti alla medicina basata sulle evidenze. Per valutare l’azione di un farmaco omeopatico, infatti, dovremmo considerare almeno due aspetti fondamentali: la individualizzazione della terapia e la visione di insieme dei sintomi del malato. Questi due aspetti sembrano in contraddizione con la medicina convenzionale e pongono notevoli difficoltà nella acquisizione di un modello di studio uniforme, sia nella scelta di un campione omogeneo di malati, sia nei criteri di inferenza statistica dei risultati ottenuti[i]. Un limite evidente, inoltre, può essere dovuto alla scarsa o nulla riproducibilità, dovuta alle eccessive variabili, che rischiano di condizionare fortemente i risultati. Tra le variabili occorre evidenziare almeno tre fattori: : il sistema di preparazione del farmaco, la risposta individuale del paziente e l’esigenza di scegliere il miglior criterio di similitudine possibile. Tali considerazioni farebbero supporre che la maggior parte degli ostacoli, riscontrabili nell’approccio clinico-sperimentale, siano ineluttabilmente dipendenti dallo stesso statuto epistemologico dell’omeopatia. A nostro avviso, però, una lettura attenta e attuale dei contenuti omeopatici originari potrebbe offrire una inedita chiave di lettura del criterio di similitudine, mettendo in evidenza aspetti farmacologici e omeopatici, peraltro condivisibili dalla medicina convenzionale, che meglio si adattano alla medicina basata sulle evidenze[ii].

Elementi di metodologia omeopatica.

Occorre partire da alcune premesse:

  • l’omeopatia nasce in contrapposizione alla dottrina umoralista;
  • l’omeopatia si basa sulla farmacologia sperimentale;
  • l’omeopatia elabora un modello di malattia condivisibile;
  • l’omeopatia applica la conoscenza della farmacologia al modello di malattia, mediante il criterio di similitudine.

hahnemannQueste premesse permettono di accedere a un livello informativo più complesso, che riesce a legare, direttamente, la farmacologia sperimentale al modello patologico, mediante la nozione di farmaco specifico[iii]. La specificità di un farmaco omeopatico non attiene alla malattia in quanto tale, bensì all’eventuale agente patogeno (o miasmatico), che ne rappresenta la causa e ne determina la sintomatologia, mediante la risposta della Forza Vitale, per molti versi assimilabile al sistema immunitario. Con il termine Forza Vitale, parafrasando Kant, che lo discute nei Prolegomeni, Hahnemann intende l’insieme dei meccanismi che discriminano l’individuo dall’ambiente esterno[iv]. Vedremo come tali considerazioni possono rimuovere gli ostacoli procedurali, che si frappongono a un criterio di valutazione oggettivo in ambito omeopatico. Ciò comporta alcune considerazioni[v]:

le malattie sono espressione di agenti infettivi specifici (miasmi) e tendono a cronicizzate se l’agente patogeno persiste nell’ospite;miasma

  • dall’azione specifica dell’agente patogeno miasmatico deriva la sintomatologia caratteristica, non solo nelle malattie acute “fisse”, ma anche in quelle croniche (eczema/psora, sifilide, condilomatosi);
  • la persistenza dello stimolo infettivo (continua presentazione di antigeni) induce una persistente alterazione della Forza Vitale (continua risposta immunitaria);
  • l’evolutività della malattia cronica si indirizza nella diversa nosologia, a seconda della costituzione, definita come aspetto predisponente non deterministico, associato, almeno per alcune forme, alla immunogenetica (HLA: Human Leucocyte Antigens).

Supporti analitici alla metodologia omeopatica.

Dalle considerazioni sopra esposte possiamo ricavare un elemento decisivo per la dimostrazione di efficacia dell’omeopatia, ossia la stretta parentela tra l’attuale approccio immunopatologico e la originaria impostazione omeopatica. Fermo restando che la prescrizione omeopatica si basa sulle analogie esistenti tra l’insieme dei sintomi del malato e gli effetti sperimentali di un farmaco, il criterio di similitudine può trovare una collocazione convincente anche nel modello patologico infettivo-cronico di Hahnemann. In termini pratici, ciò significa rivalutare la nozione di specifico e applicarlo non già alla malattia in quanto tale, bensì allo stimolo dell’agente patogeno responsabile di sintomi specifici. L’esempio più probante di questo assunto è anche il primum movens sifilide-mercuriodell’omeopatia, ossia l’utilizzazione del mercurio nella cura della sifilide, sulla base del carattere farmacologico specifico[vi]. L’epopea microbiologica, successiva alle intuizioni di Hahnemann, ha determinato la definitiva decadenza dell’umoralismo e la nascita di una nuova impostazione della medicina, la quale indaga dapprima sugli stimoli patogeni dell’ambiente (nascita della microbiologia) e poi sulla risposta dell’individuo agli stimoli stessi (nascita della immunologia). Da qui deriva uno dei paradigmi più importanti della medicina moderna: uno stimolo specifico infettivo induce una risposta individuale altrettanto specifica, la quale è direttamente connessa ai sintomi del malato. Tale paradigma può essere del tutto condiviso dalla medicina omeopatica e permette al medico di coniugare due esigenze fondamentali: ricerca della causa (agente patogeno miasmatico) e modalità di risposta (insieme dei sintomi conseguenti). Il tramite di questi due aspetti è rappresentato dalla possibilità di quantificare la risposta immunitaria specifica, mediante una corrispettiva titolazione anticorpale.

L’esempio chlamydia trachomatis – nitri acidum

chlamydiaNell’ambito della malattia psorica, ad esempio, Hahnemann descrive molti sintomi, soprattutto ricorrenti, a carico di diversi organi ed apparati[vii]. Tra questi, molti disturbi uro-genitali, quali uretrite e cistite periodica, con bruciori e dolori alla minzione; vaginite, prostatite (impellenza urinaria), poliuria e senso di peso perineale e pelvico; infertilità; ingrossamento delle linfoghiandole inguinali. Seguendo la comune procedura omeopatica, occorre valutare l’insieme di questi disturbi e scegliere il farmaco più omeopatico possibile, ossia la sostanza che, sperimentalmente, è in grado di indurre, nel volontario sano, gli effetti più simili a quelli osservati nel malato. Ora, poniamo che il quadro clinico sopra riportato sia la conseguenza di una infezione cronica da chlamydia trachomatis, la quale è molto difficile da diagnosticare in base alle comuni colture dei tamponi. In questo caso, l’accrtamento diagnostico non dovrebbe essere indirizzato solo verso lo stimolo (coltura), bensì anche verso la risposta allo stimolo stesso. In base alle indicazioni di acide_nitriqueHahnemann la procedura di scelta terapeutica dovrebbe considerare un farmaco specifico. Per fare ciò. Dobbiamo rilevare non solo i sintomi uro-genitali di quel particolare malato, ma anche tutti i disturbi che la chlamydia è in grado di stimolare nei vari organi e apparati. Successivamente, si dovrebbero mettere a confronto i sintomi da chlamydia nel loro insieme, con quelli indotti dai vari farmaci con la sperimentazione. Il farmaco che più di altri è in grado di innescare un quadro clinico di insieme analogo, con la sperimentazione pura, è l’acido nitrico (nitri acidum), la cui somministrazione dovrebbe eliminare i sintomi, come realmente si verifica. Non è tutto. Secondo il modello immunopatologico, il farmaco dovrebbe indurre anche una sieroconversione dei titoli anticorpali, il che dimostrerebbe l’efficacia terapeutica dell’omeopatia. In base alle nostre osservazioni, ciò si verifica quasi sempre.

Studio osservazionale su 483 casi

Scopo dello studio

  • Obiettivo primario (end point primario)

Con questo studio si è voluto valutare l’azione di un farmaco omeopatico specifico (Nitricum acidum) nei confronti della risposta immunitaria indotta dalla Chlamydia trachomatis, mediante verifica della variazione nel titolo anticorpale IgG e/o IgA specifico dell’agente patogeno.

  •  Obiettivi secondari (end poin secondario)

Sono stati considerati obiettivi secondari: a) il miglioramento della sintomatologia soggettiva e oggettiva; b) la buona tollerabilità del medicinale rispetto agli eventi indesiderati; c) la diminuzione del consumo di farmaci concomitanti.

Selezione dei pazienti.

Criteri di inclusione

    • Età compresa tra 18 e 70 anni.
    • titolo anticorpale positivo per Chlamydia trachomatis (IgA e/o IgG, immunoenzimatica o immunofluorescenza).
    • Consenso informato del paziente.

 Criteri di esclusione

  • Trattamento antibiotico o con disinfettanti delle vie urinarie, nei 60 giorni precedenti all’arruolamento nello studio.
  • Trattamento omeopatico, nei 60 giorni precedenti all’arruolamento nello studio.
  • Infezione produttiva da Chlamydia trachomatis

Medicinale usato nello studio.

Il medicinale (nitricum acidum) è preparato, secondo la farmacopea omeopatica tedesca denominata potenza 30LM, come previsto dal DDL 185/95. Tale preparazione, in soluzione idroalcoolica, si presenta nella forma spray o gocce, che consente l’assunzione per os e relativa dinamizzazione consecutiva

Terapie collaterali.

  • Terapie collaterali

Per la presenza di patologie concomitanti è stato ammesso l’uso di altri farmaci, purché non alterassero la risposta dei pazienti al trattamento o non rientrassero nei criteri di esclusione riportati nel protocollo (immunosoppressori)

  • Patologie concomitanti

E’ stata ammessa la coesistenza di altre patologie, ad eccezione di quelle riportate nei criteri di esclusione. È stata volutamente indicata, comunque, la presenza di alcune patologie ricollegabili a Chlamydia trachomatis: PID, infertilità, spondilite, Reiter, artrite reattiva, uveite, epididimite, proctite, cervicite

Schema del trattamento.

Il trattamento omeopatico con Nitricum acidum 30LM spray/gocce è consistito nell’assunzione di due neb/gocce per os una volta al giorno, avendo avuto cura di dinamizzare con 10 succussioni prima dell’assunzione, avvenuta a non meno di 30 minuti di distanza da caffé, the, pasti principali, uso del dentifricio e/o altri farmaci

Parametri di osservazione.

  • Esami di laboratorio (dosaggio del titolo anticorpale (IgG e IgA) per la Chlamydia trachomatis, con metodo immunoenzimatico o mediante immunofluorescenza) 
  • Parametri clinici

Valutazione della eventuale sintomatologia clinica (espressa mediante scala di valutazione: assente, lieve, moderata, severa) con particolare attenzione alla rilevazione di segni e sintomi soggettivi (dispareunia, disuria, pollachiuria, dolore pelvico) ed oggettivi (secrezione uretrale, congiuntivite da corpi inclusi, eritema uretrale e prurito uretrale)

Tempi di rilevamento.

T2       Controllo intermedio (dopo 30 giorni dall’inizio della terapia)

  • Verifica dell’aderenza al trattamento • Valutazione della sintomatologia clinica • Trattamenti e patologie concomitanti • Registrazione di eventuali eventi avversi

 T3       Controllo post-studio (follow-up, dopo 60 giorni dal termine del trattamento)

  • Valutazione della sintomatologia clinica • Trattamenti e patologie concomitanti • Registrazione di eventuali eventi avversi • Esami di laboratorio

Valutazione dei dati.

La valutazione dell’efficacia del trattamento è stata effettuata sulla variazione dei titoli anticorpali per Chlamydia trachomatis (end point primario). Altre valutazioni sono state ottenute dalla eventuale presenza di variazioni della sintomatologia clinica (end point secondario). La valutazione della tollerabilità si è basata sull’incidenza e sul tipo degli eventi indesiderati

  • Guarigione – Negativizzazione di IgG e/o IgA anti-chlamydia trachomatis, con risoluzione della sintomatologia clinica, alla sospensione del trattamento ed al follow-up: 454/483
  • Miglioramento – Incompleta risoluzione della risposta immunitaria e dei sintomi clinici: 18/483
  • Fallimento – Peggioramento delle condizioni cliniche o assenza evidente di risposta alla terapia (assenza di modificazioni o aumento della risposta anti-chlamydia): 11/483
  • Ricaduta – Ricomparsa dei segni e/o sintomi dell’infezione iniziale al follow-up, in pazienti clinicamente guariti al termine della terapia: 0/483
  • Ricaduta – Ricomparsa dei segni e/o sintomi dell’infezione iniziale al follow-up, in pazienti incompletamente migliorati al termine della terapia (punto 2.): 18/483

Questo studio osservazionale prospettico, condotto in circa 15 anni di attività professionale, permette, a nostro avviso, di evidenziare le potenzialità nascoste dell’omeopatia, utilizzando un criterio sperimentale del tutto condivisibile dalla medicina convenzionale e proponendo un modello di applicazione, che parte dalle originarie considerazioni di Hahnemann. Qualora venisse confermata l’esattezza delle osservazioni, si avrebbe una importante ricaduta sulla eventuale validazione del modello omeopatico, anche da parte della medicina convenzionale.

Referenze

[i] Bellavite P., Signorini A. Fondamenti teorici e sperimentali della medicina omeopatica. IPSA editore, Palermo, 1992: 49.

[ii] Micozzi A. Discorso sul Metodo, in: Immunofarmacologia Omeopatica. Edi-Lombardo, Roma, 2000: 11-23.

[iii] Hahnemann S. Examination of the sources of the common materia medica, in: Lesser Writings. B. Jain Publishers, New Delhi, first edition: 693.

[iv] Micozzi A. La sifilide e il modello infettivo cronico, in: Infezioni Croniche in Omeopatia. Roma, Verduci Editore, 1993: 101-102.

[v] Micozzi A. Immunopatologia e omeopatia, in: Immunofarmacologia omeopatica. Edi-Lombardo, Roma, 2000: 36-38.

[vi] Hahnemann S. Mercurius, in Materia Medica Pura. Traduzione di A. Micozzi. Edi-Lombardo, Roma, 2000: 397-398.

[vii] Hahnemann S. Nature of Chronic Diseases, in: The Chronic Diseases: their peculiar nature and their homeopathic cure. B. Jain Publishers, New Delhi, 1990: 55-77.